I personaggi

Tutte le personalità legate alla Terra Madre e che hanno contribuito alla realizzazione del progetto

I protagonisti

I figli della Terra Madre

Vincenzo Bavuso

Musicista

Nasce a Potenza il 27 Marzo 1973 e trascorre i suoi primi anni di vita ad Armento. Oggi vive a Paestum, in provincia di Salerno. È autore del disco assieme ad Antonio. Vincenzo è un valente sound designer, tastierista, polistrumentista e compositore, un figlio nativo di Mater Lucania. Appassionato, curioso, entusiasta quanto perfezionista, si dedica al suo lavoro con dedizione ed estrema cura. La ricerca continua della perfezione del suono lo porta ad avere le orecchie sempre ben tese ad ogni stimolo esterno e ciò ha fatto sì che il richiamo della voce di Mater Lucania non rimanesse inascoltato. Vincenzo ascolta con attenzione e trasporto le voci ed i suoni della sua terra, della cara Basilicata e la sente quanto mai sua, oggi più che mai. Mater Lucania, per lui, è il luogo del cuore.

Antonio Onorato

Musicista

Nato ad Aquilonia, un paese nella zona del Vulture, il 13 Gennaio 1964 ed è cresciuto, probabilmente non per caso, alle falde di un altro vulcano, il Vesuvio, nella città di Torre Del Greco, in provincia di Napoli. È autore del disco assieme a Vincenzo Bavuso. Egli è, a livello mondiale, un riconosciuto ed affermato compositore, chitarrista e musicista Jazz. Appassionato della cultura dei nativi americani, è vicino alla natura e al suo spirito più vero, autentico. In Basilicata coglie al volo le vibrazioni e l’energia trasmessa da quella terra e sente l’urgenza di trasferirla in musica. Così, dal suo soffio, anima la sua breath guitar, traducendo le emozioni e i suoni della Lucania in suggestive melodie ricche di fascino e trasporto. Antonio sente di appartenere fortemente a questa terra, una forza ancestrale lo chiama a lei e sente di essere, anche lui, un figlio di Mater Lucania.

Altri personaggi

I testimoni del viaggio

Enzo Decaro

Attore e autore

Appassionato come Antonio della cultura dei nativi americani ed amico di Vincenzo, interviene sulle similitudini riscontrate tra la terra lucana e l’odierno Dakota. Gli azzurri occhi di Decaro guardano alla Basilicata e alla sua gente con la voglia di carpirne il segreto, l’entità dell’energia emessa dai paesaggi lucani e dai volti dei suoi abitanti, tanto simili a quelli degli indiani d’America. Qualcosa li accomuna nel profondo: è il legame con la propria terra, con la propria cultura e con le tradizioni perché, come disse il capo indiano Seathl, della tribù dei Dwamish: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Enzo analizza gli aspetti culturali delle due civiltà. L’autore pone dinanzi ad uno specchio immaginario i paesaggi ed i volti lucani, riuscendo a vedere riflesse le somiglianze tra i due popoli. Enzo gioca con le parole e con i suoi significati, nasce così, dall’unione di Basilicata e di Dakota, una nuova terra: Basilakota. Una terra dove non esistono guerre, dove l’uomo bianco e i pellerossa convivono in pace e nel rispetto della natura, perché se nella storia le diversità li hanno divisi, nella fantasia e in Basilakota le somiglianze li uniscono.

Zio Pietro

Uomo d’altri tempi

Zio, nel senso più ampio della definizione, nel senso del legame familiare che lo lega a Vincenzo e della familiarità che trasmette a chiunque abbia il piacere di fare la sua conoscenza. Un uomo d’altri tempi, cuoco, muratore, falegname, agricoltore, ma soprattutto docente di tessitura e serigrafia in un istituto professionale della provincia. Un uomo dalle mille sembianze, ma con un unico volto, quello della sincerità. Genuino come i frutti della sua terra, come le sue zucche, i suoi pomodori e il suo basilico. Nel suo cuore c’è posto per tutti, perché sotto i suoi baffi dona un sorriso a chiunque lo incontri. È come “Virgilio” ma il viaggio si svolge solo nel paradiso, quello lucano. guida suo nipote Vincenzo e Antonio nella terra di famiglia, fino ad un albero, una quercia secolare da cui tutto ha inizio.

Zio Filippo

Persona libera

Rappresenta la simbiosi dell’uomo unito alla terra. Rientra in quella tipologia di persone, capace di sorprenderti solo camminando col bastone, come poche al mondo. Il suo fare posato e la sua calma apparente trasmettono innumerevoli emozioni ma risaltano i tanti anni che porta sulle spalle. Nel film rappresenta il connubio tra sogno e realtà. Zio filippo è stato e rimarrà per sempre un uomo libero.
A lui e a tutti gli uomini come lui, è dedicato Mater Lucania.

Capodiferro

Voce saggia

Capodiferro, insieme cognome ed soprannome con cui è conosciuto l’anziano pastore lucano. Personaggio noto ai suoi compaesani seppure viva in solitudine, nella sua casa modesta, tra i suoi animali. Nella sua voce tremante di anziano traspare tutta l’amarezza per un passato vissuto tra gli stenti: “Sacrifici e sudore”, dice mostrando ciò che possiede. Il presente è un tempo duro, ma i racconti di Capodiferro e di ogni anziano fanno comprendere quanto il passato non sia stato poi così facile.
Capodiferro, la sua voce rude ed aspra, ma al tempo stesso ricca di saggezza e di innata dolcezza, è il ritratto della Lucania. L’anziano pastore richiama l’attenzione del suo interlocutore come farebbe con il suo bestiame. Nasce dalla sua voce, in uno stretto dialetto lucano, una sorta di cantata che invita a seguirlo, nei sui racconti, nel suo passato, nella sua vita. Il bestiame segue fiducioso il suo pastore alla ricerca di pascoli erbosi, come gli uomini spesso inseguono i loro sogni, in cerca di una vita migliore. Muggiti, belati, campane sonanti, la voce saggia di Capodiferro.

Il territorio

Dotata di una bellezza unica in grado di
sorprendere con la vastita dei suoi territori,
la Basilicata è una terra magica ricca di storia e
cultura, una luogo eterno.

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Il territorio

Dotata di una bellezza unica in grado di
sorprendere con la vastita dei suoi territori,
la Basilicata è una terra magica ricca di storia e
cultura, una luogo eterno.

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